Gabriele Pulici critica Melli, Di Giovambattista tuona: "Sei scorretto. Perchè devi dire che schifo, si parlava della partita. Franco non si aspettava..."


Ieri pomeriggio durante la trasmissione radiofonica "Radio Radio Lo Sport", il giornalista Franco Melli ha criticato il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, per la sconfitta casalinga contro il Napoli per 2-0.

"E' un allenatore in netto e clamoroso declino, è stato un grande allenatore, ma questa squadra con gli stessi giocatori l'anno scorso erano ammirati, davano spettacolo e senza gli errori arbitrali va in Champions, o comunque sia pure con gli errori arbitrali, fino all'ultima giornata è stata in lotta. Ieri Sarri ha sbagliato completamente l'approccio della partita, la Lazio aspettava troppo bassa. Se tu gli dai a questi giocatori superiori, la possibilità di dare dei rifornimenti ai bravissimi che ha, ti fanno neri".

Poco dopo, riguardo queste dichiarazioni è stato molto duro, il Gabriele Pulici (il figlio di Felice, grande bandiera biancoceleste), che sul suo profilo X, ha scritto un post breve ma che ha fatto capire molto bene il suo stato d'animo:

"Ieri la colpa è di Sarri (cit. Melli), Che schifo..."

Questo post molto coinciso non è piaciuto al direttore di Radio Radio, Ilario di Giovambattista, che ha voluto replicare in maniera molto piccata:

"Che scorretto che sei. Franco ha detto che il Napoli era nettamente superiore ma si aspettava una Lazio non così arrendevole. Un approccio sbagliato. Dopo aver elogiato il Napoli in lungo e in largo ha detto di aspettarsi di più da Sarri. Perché devi dire che schifo, si parlava della partita".

Poi c'è stata un lungo botta e risposta tra i due, che di seguito riportiamo:

Pulici: "Perché ha detto che la colpa di ieri è di Sarri e anche Vocalelli lo ha ripreso dicendogli 'Franco ti voglio bene 2 volte

Di Giovammbattista: "Ma nel contesto di un discorso molto più ampio che ha riguardato anche gli arbitri che a quanto pare non interessa nemmeno ai laziali".

Pulici: "Avrà capito male anche Vocalelli allora. Parlare di arbitri in questo momento non interessa ai Laziali, è una forma di distrazione di massa per non affrontare i veri problemi e lo ha capito questa mattina anche Fernando Orsi".

Di Giovambattista: "Ma se non interessa è un errore clamoroso. Non è una forma di distrazione, si affossa Lotito, che sta sul cazzo a tutti, ma anche la squadra. E Lotito non vende per questo. Si ha una visione sbagliata è il mio modesto pensiero. Criticare la Società certo, ma se si commettono orrori arbitrali (almeno 6 punti in meno) vanno evidenziati dalla stampa ma anche dai tifosi come è sempre stato. Questo limbo e una Società sotto botta di tutti è molto pericoloso. Magari il pericolo lo vedo solo io. Bisognerebbe avere la capacità di dividere i due piani. Criticare la Società ma difendere la Lazio dalle prepotenze. Ieri in una partita dominata dal Napoli il secondo gol scaturisce da una punizione inesistente e il rosso a Noslin è inventata. Se non si può dire capisco ma per fortuna c'è chi riesce a dirlo".

Pulici: "E continuare a parlare degli arbitri come argomento principale per me è sbagliato e la società che non è per nulla stupida lo sa e si aggrappa a queste situazioni per nascondere le malefatte che hanno fatto e stanno facendo".

Di Giovambattista: "Oggi c'era la denuncia di Capello, uno qualsiasi, sugli arbitri. E alla Lazio hanno dedicato un'ora e dieci nell'orario di massimo ascolto nazionale imponendo la Lazio a tutti gli altri tifosi. Lo sai che non siamo la parrocchia ma una trasmissione libera. Oggi Vocalelli, Orsi , Padovan, hanno criticato aspramente la Società. Melli ha visto oltre, Salomone e Fusco hanno chiesto subito acquisti. Insomma la trasmissione è seria. Se volete il massacro quotiduano avete i vostri Masaniello, ho lavorato 40 anni per portare RadioRadio a questi livelli. Come stiamo facendo è il modo più giusto per far arrivare le critiche ma non esporre una azienda a questioni legali serie. Perché a differenza di un Social noi dobbiamo rispettare delle leggi stringenti. Ci vuole un attimo a passare da una diffamazione o più grave da una calunnia. Non espongo 74 tra dipendenti e collaboratori. Se lo fai tu su X sei libero ma anche qui un giorno arriva la Giustizia. Io capisco meglio di te il sentimento dei laziali, li tutelo parlandone tutti i giorni in modo libero".

Pulici: "Credo Capello si riferisse agli arbitri spagnoli e non ai nostri. Se lei è convinto che questo sia il modo più giusto per criticare, se lei è convinto di conoscere il sentimento del Laziali meglio di chiunque altro, le auguro buon lavoro. Ultima cosa e poi mi taccio per sempre".

Di Giovambattista: "Strano che tu sia passato al Lei le ho spiegato bene come si fa una trasmissione nazionale. Ho detto che il sentimento laziale lo conosco non più di tutti, quando lei non era nato io frequentavo Lovati, Chinaglia, Pulici e poi via via gli altri. Se tace per sempre lo faccia davvero e non come fa spesso scrivendo cattiverie alle nostre spalle. Non capisco questo suo cambiamento personale nei miei confronti, ci siamo incontrati molte volte al Premio Pulici, che anche io ho contribuito a far nascere, ed è stato sempre molto ossequioso con me. Lei ha il mio telefono e mi puo' sempre chiamare magari per organizzare una sua partecipazione alla trasmissione. Ma vedo che un confronto non lo regge nemmeno lei, capisco la sua logica che per me è illogica ma io sono sempre per confrontarsi e spiegare civilmente le proprie idee".

Pulici: "Non ho il tuo telefono e quando ci siamo incontrati sono sempre stati rispettoso e non ossequioso. Non ho bisogno di nessun confronto perché non mi interessa averlo e non mi nascondo dietro falsi nomi. Se ci sono cose che non mi stanno bene lo dico. Saluti".

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