Lazio e tutti gli arbitraggi vergognosi di questa stagione. Zaccagni l'unico capitano che non può protestare: ecco il dato incredibile che molti non sanno
Ieri sera allo stadio "Olimpico" è andato in scena l'ennesimo arbitraggio molto "strano" (per usare un eufemismo) ai danni della Lazio, che contro la Fiorentina non si è vista accordare al 18' un clamoroso calcio di rigore, per una vistosa trattenuta di maglia di Pongagric su Gila e all'89' ha subito un penalty a dir poco dubbio, per un contatto tra lo stesso difensore spagnolo e Gudmundsson.
Tantissime le polemiche anche nei vari salotti televisivi e tra gli addetti ai lavori che hanno trovato assurde le decisioni dell'arbitro Sozza e dei varisti Pezzuto e Prontera (tutti e tre saranno fermati almeno per un turno). Ma questa è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ormai stracolmo, visto che in questa stagione la squadra biancoceleste (palesemente non rinforzata per via del mercato bloccato) ha subito una marea di torti, cominciati dalla trasferta di Como alla prima giornata, per un mancato rigore netto per un body check di Kempf su Castellanos sullo 0-0.
Il vero clou però è cominciato alla fine di novembre con il rigore non dato al "Meazza" contro il Milan, con la spiegazione assurda dell'arbitro Collu, che per non sanzionare la mano di Pavlovic si è inventato una trattenuta di Marusic sullo stesso difensore rossonero, che se paragonata a quella di ieri sera di Pongragic, è ancora più folle. Ricordiamo che il fischietto arbitrale sardo durante Lecce-Napoli ha fischiato un rigore per i salentini praticamente uguale (fallo di mano di Juan Jesus) a quello non dato in quell'occasione ai biancocelesti.
Poi si è continuato nella gara casalinga contro il Bologna il rosso, con il rosso estratto dall'arbitro Fabbri a Gila al 79' che ha cambiato l'inerzia della gara nei minuti finali,fin lì in mano alla Lazio. Lo spagnolo ricordiamo è stato cacciato dal campo per aver detto due volte al direttore di gara ravennate "Sei scarso": ora a norma di regolamento può starci, ma a questo punto ci dovrebbero essere una marea di espulsioni ogni giornata, visto le proteste anche più plateali di molti calciatori (Lautaro, Barella, Mancini, Ranieri, Saelemaekers, Gatti, tanto per fare alcuni nomi).
A Parma invece la squadra di mister Sarri, nonostante la vittoria incredibile in doppia inferiorità numerica (gol di Noslin al minuto 82), ha dovuto subire l'espulsione di Zaccagni al 42' per una dura entrata su Estevez, che per molti addetti ai lavori è sembrata esagerata (quanto non ne hanno date per falli più vistosi?), per poi passare a quella di Basic al 77' per fallo di reazione sullo stesso Estevez. Anche qui per onestà intellettuale bisogna dire che il rosso a norma di regolamento c'era, ma due settimane prima durante il primo tempo di Milan-Lazio, Saelemaekers ha fatto lo stesso gesto (anche in maniera più cattiva) nei riguardi proprio di Basic, senza che l'arbitro tirasse fuori nemmeno il giallo. Stesso discorso per la Supercopppa italiana nella prima semifinale tra Napoli-Milan, quando il portiere rossonero Maignan ha tirato un colpo clamoroso a Politano con la palla in gioco e in area di rigore, ma anche qui invece di espellere l'estremo difensore francese e dare il penalty alla squadra partenopea, il VAR non è intervenuto.
Dopo il "Tardini" ci sono stati i due rigori non dati nel match casalingo contro la Cremonese, il primo sembrato piuttosto netto di Terracciano su Castellanos e poco dopo per una trattenuta di Barbieri su Noslin, stesso tipo di rigore che invece è stato dato al Milan, la settimana successiva contro il Verona (Nelsson su Nkunku).
La follia arbitrale non è terminata qui, perchè nell'ultima partita del 2025, l'attaccante dell'Udinese, Davis, segna il gol del pareggio al 95': anche in modo involontario il calciatore bianconero ha iniziato l'azione prendendo la mano con il braccio su tiro di Zaniolo. Il designatore Rocchi ha spiegato che il gol è stato convalidato perchè non c'è stata immediatezza, però è stata una spiegazione illogica perchè a questo punto la prossima volta, una squadra per farsi vedere annullare una rete simile, si deve fermare in blocco e far segnare l'avversario, per esserci immediatezza.
Gli unici due episodi a favori fin qui, in realtà non lo sono sopratutto quello contro il Lecce, perchè è vero che il gol di Sottil doveva essere convalidato (la spinta su Isaksen era lievissima), ma pochi secondi prima c'era un evidente fallo su Basic, ed infine nella sfida contro la Juventus c'è stato un step on foot di Gila su Coincecao in area di rigore da sanzionare, ma tre minuti prima ci doveva essere un clamoroso doppio giallo per McKennie che ha trattenuto platealmente Guendouzi, con conseguente cambiamento d'inerzia della gara al minuto 55.
In tutto ciò c'è la situazione Mattia Zaccagni, che è l'unico capitano che nel campionato di Serie A che non può protestare: anche ieri sera al minuto 82 appena si è avvicinato all'arbitro si è beccato l'ennesimo cartellino giallo che gli farà saltare la trasferta di Verona di domenica 11 (ore 18). Diciamo questo perchè Zaccagni dopo le incredibili 10 ammonizioni prese nello scorso campionato, alla fine del girone d'andata di questo torneo, già sta a quota 5, commettendol
Dunque in un campionato e mezzo il capitano biancoceleste si è preso la bellezza di 15 ammonizioni, la maggior parte per proteste (nemmeno i difensori più cattivi arrivano a queste cifre), perchè il classe '95 ha fatto 16 falli, contro ad esempio i 41 falli di Mancini (5 le ammonizioni anche per lui), senza dimenticare che anche quest'anno è il calciatore che subisce più falli, ma spesso e volentieri per vedere i cartellini agli avversari bisogna aspettare 60-70 minuti. I falli subiti fino ad ora sono ben 57, basti pensare che il secondo di questa speicale classifica è Cambiaghi del Bologna, che di falli ne ha subiti 47, quindi addirittura 10 in meno.
Gianluca Rocchi la settimana scorsa aveva dichiarato che era pronto a dimettersi se qualcuno non credeva alla sua buona fede: forse a fine stagione è arrivato il momento che a queste parole, facesse anche i fatti.

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