Romagnoli non si allena, muro contro muro con la Lazio: tensione totale a Formello. Il difensore starebbe pensando a..."


A Formello il caso Alessio Romagnoli è ormai esploso definitivamente. Il difensore è di fatto un separato in casa e continua a non allenarsi dopo il clamoroso stop alla trattativa che lo avrebbe portato al club quatariota dell'Al Sadd, allenato da Roberto Mancini.

Una brusca frenata che ha fatto deflagrare l’ennesimo cortocircuito interno alla Lazio. Dietro il blocco del trasferimento si nasconde infatti un nuovo braccio di ferro tra Claudio Lotito e mister Maurizio Sarri: il presidente ha scaricato la decisione sul tecnico, che però si è rifiutato di fare da parafulmine a una gestione societaria sempre più contestata all’interno dello spogliatoio. 

Con il mercato qatariota agli sgoccioli e un contratto da 18 milioni complessivi pronto a svanire, la posizione del giocatore si è radicalizzata. Romagnoli sembra orientato alla linea dura, tra il possibile ricorso a certificati medici e una presenza contro il Genoa che appare ormai altamente improbabile. Il risultato è una situazione paradossale e dannosa per tutti: Sarri si ritrova in piena emergenza difensiva, costretto a soluzioni obbligate come la coppia Gila-Provstgaard, mentre la squadra affonda in un nuovo caso interno che mette a nudo tensioni e contraddizioni di una gestione sempre più sotto accusa. E dopo il match di domani contro i rossoblù, si prospetta il trittico di fuoco Juventus, Bologna (Coppa Italia), Atalanta.

Ricordiamo che in Qatar il mercato chiuderà sabato 31 gennaio e a questo punto per giustificare l’assenza dagli allenamenti, il difensore starebbe pensando di inviare al club una documentazione che certifichi uno stato di disagio psicologico (come fece nell'estate 2024 Koopmeiners). La società, a quel punto, sarebbe tenuta a disporre una visita fiscale, ed entrerebbe quindi in gioco l’accordo collettivo che regola i rapporti tra club e tesserati: qualora il calciatore non fosse ritenuto idoneo o non adempisse alle proprie prestazioni professionali, andrebbe incontro a possibili sanzioni disciplinari, fino alla riduzione dei compensi. Insomma un'altra bella patata bollente che il club capitolino dovrà cercare di chiudere il più in fretta possibile.

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