Stadio Flaminio, frenata sul progetto Lazio. Troppi nodi ancora aperti: tutti i dettagli
Secondo quanto riportato nell'edizione odierna del quotidiano romano "Il Corriere dello Sport", si complica il percorso della Lazio per il nuovo stadio "Flaminio". Il progetto presentato dal club biancoceleste ha subito una battuta d’arresto dopo le richieste di integrazione arrivate dal Comune di Roma, che ha evidenziato diverse criticità tecniche e amministrative.
Il primo ostacolo riguarda il livello progettuale: quello depositato non è ancora conforme agli standard richiesti e dovrà essere riformulato secondo i passaggi previsti dalla normativa, dal documento di fattibilità fino al progetto tecnico-economico. Un passaggio obbligato che allunga inevitabilmente i tempi.
Non meno delicato il fronte legato ai vincoli. Il "Flaminio", gioiello architettonico firmato da Pier Luigi Nervi, richiede particolare attenzione sul piano della conservazione. Proprio su questo punto sono state sollevate osservazioni importanti, con la richiesta di un piano più dettagliato e coerente con le linee guida internazionali. Ma il vero nodo resta quello della mobilità, dove il modello ipotizzato, basato su parcheggi esterni e accesso pedonale, non convince pienamente: servono chiarimenti su flussi, navette e gestione dei tifosi nelle giornate di gara, soprattutto in un’area già fortemente congestionata.
A completare il quadro, le criticità su vincoli archeologici e paesaggistici e un piano economico-finanziario ancora poco definito. Tradotto: il progetto c'è, ma deve essere rafforzato in modo sostanziale. Per la Lazio, quindi, la strada verso il nuovo stadio "Flaminio" resta in salita. Prima di ripartire servirà una revisione profonda: solo dopo si potrà tornare al tavolo per ottenere il via libera definitivo.

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