Susanna Marcellini critica lo stop dello sciopero: "Tornare allo stadio contro il Milan significherebbe svuotare il senso della protesta. La coerenza diventa..."

Domenica prossima allo stadio "Olimpico" i tifosi della Lazio come spiegato nel comunicato di ieri, saranno presenti nella sfida contro il Milan, per poi proseguire nello sciopero fino alla fine della stagione, dove non entreranno nei match contro Parma, Udinese, Inter e Pisa.

La giornalista e scrittrice Susanna Marcellini ha espresso molti dubbi sulla scelta del tifo biancoceleste, sottolineando sul suo profilo Facebook che "le proteste funzionano quando fanno male, quando sono continue, quando non concedono tregue". Secondo lei la decisione di tornare allo stadio per una sola partita rischia di ridurre a 'gesto simbolico' una protesta che nasceva come radicale e coerente.

Susanna Marcellini, il suo post sui tifosi biancocelesti

"Ci sono proteste che nascono dalla pancia e proteste che hanno bisogno della testa. Il tifo organizzato della Lazio ha scelto la via più difficile: disertare l’Olimpico per mandare un segnale alla società. È una scelta radicale, che ha senso solo se resta coerente fino in fondo. Tornare allo stadio per una sola partita, contro il Milan, rischia invece di trasformare una protesta in una parentesi emotiva. Si può capire il desiderio di salutare la squadra, di stringersi attorno a Sarri, di riempire per una sera uno stadio che negli ultimi mesi è sembrato troppo grande per la solitudine che lo abitava. Ma le proteste funzionano quando fanno male. Quando sono continue. Quando non concedono tregue".

"La Lazio di Claudio Lotito ha sempre avuto una straordinaria capacità di resistere al rumore. Il presidente biancoceleste ha attraversato vent’anni di contestazioni senza cambiare davvero il proprio modo di gestire il club. È un dirigente che vive di equilibrio economico e di controllo, e sa che il tempo spesso spegne le rivolte dei tifosi. Per questo la coerenza diventa l’unica vera arma del tifo. Se la protesta è giusta domenica, deve esserlo anche il mese dopo. E soprattutto deve esserlo nel giorno più difficile: il derby. Perché tornare allo stadio contro il Milan significherebbe, di fatto, svuotare il senso della protesta. Se si diserta tutto, si diserta tutto. Altrimenti la protesta diventa un gesto simbolico, quasi estetico, che non cambia davvero nulla. E Lotito, che conosce bene queste dinamiche, aspetterà semplicemente che passi la tempesta". 

"Il calcio italiano è pieno di passioni improvvise e di rivolte brevi. Molto più rare sono le proteste coerenti. Quelle che resistono anche quando fa male. Se il tifo della Lazio ha deciso di farsi sentire davvero, allora l’unica strada è la stessa dall’inizio alla fine: lo stadio vuoto. Anche quando il calendario mette davanti il Milan. Perché le proteste intermittenti fanno notizia. Quelle coerenti, invece, fanno la storia".

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