Derby nel caos, la decisione della data dopo la 36ª giornata: pesa la regola della contemporaneità. Roma rischia una giornata da bollino rosso

Il derby della Capitale si è trasformato in un caso. Non solo sportivo, ma istituzionale. Un intreccio di esigenze – sicurezza, calendario, diritti televisivi e regolamenti – che rende la sfida tra Roma-Lazio, uno degli incastri più complessi della stagione.

Il punto di partenza è una coincidenza tanto affascinante quanto problematica: domenica 17 maggio, giorno della stracittadina, il "Foro Italico" ospiterà anche la finale degli Internazionali d'Italia. Due eventi globali, nello stesso quadrante della città, con un afflusso stimato che supera le centoventimila presenze. Una pressione logistica che Roma difficilmente può sostenere senza rischi.

Lo scorso anno il sistema aveva retto grazie a un incastro quasi perfetto: tennis nel tardo pomeriggio, calcio in serata. Questa volta, però, lo scenario è cambiato. Il derby non potrà essere disputato di sera, una scelta dettata da motivi di ordine pubblico. Le gare ad alta tensione, soprattutto in fascia notturna, aumentano esponenzialmente le criticità nella gestione delle tifoserie e dei flussi urbani. Da qui il rebus. Sul tavolo della Lega e del Viminale restano due ipotesi: anticipo alle ore 12.30 di domenica oppure slittamento al lunedì alle ore 18. Ma entrambe le soluzioni presentano ostacoli significativi.

L’anticipo a ora di pranzo eviterebbe la sovrapposizione diretta con la finale di tennis, alleggerendo la pressione su trasporti e sicurezza. Ma si tratta di un orario anomalo per una partita di questa portata, con possibili ripercussioni su spettacolo, pubblico e condizioni ambientali, considerando il clima di metà maggio.

L’alternativa del lunedì appare, almeno in teoria, più lineare. Tuttavia si scontra con un vincolo regolamentare non aggirabile: nelle ultime due giornate di campionato è prevista la contemporaneità delle gare tra squadre impegnate negli stessi obiettivi. E la squadra giallorosso, con molte probabilità, sarà ancora in corsa per un piazzamento europeo. Uno scenario che renderebbe difficile giustificare uno slittamento isolato.

Il risultato è uno stallo operativo. Ogni soluzione risolve un problema e ne apre un altro. La decisione finale arriverà solo dopo il 36° turno, quando la classifica chiarirà, almeno in parte, il perimetro delle squadre coinvolte nella corsa europea e nella salvezza. Fino ad allora, il derby resta sospeso. Non sul campo, ma tra le pieghe di un calendario che, per una volta, sembra più difficile da gestire di una partita stessa.

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