Fiorentina–Lazio, audio clamoroso: il VAR chiama rigore ma Fabbri non cambia idea: "Non c'è! È con la pianta del piede, oltretutto la gamba la tira..."

 

Il caso del rigore non concesso in Fiorentina–Lazio continua ad agitare il dibattito arbitrale, trasformandosi in uno degli episodi più controversi della giornata di campionato. A riaccendere le polemiche sono stati i dialoghi resi pubblici durante 'Open VAR' sulla piattaforma DAZN, che hanno svelato una netta divergenza di valutazione tra campo e sala di controllo.

Il contatto e la decisione in campo

L’episodio incriminato è il contatto tra Rolando Mandragora e Tijjani Noslin. L’arbitro Michael Fabbri, ben posizionato, giudica l’azione come simulazione dell’attaccante biancoceleste, estraendo il cartellino giallo. Una decisione immediata, presa con sicurezza.

Il richiamo della Sala VAR

Dalla centrale di Lissone, però, la lettura è opposta. I tecnici del VAR individuano gli estremi per una possibile irregolarità e invitano Fabbri alla revisione al monitor. Le immagini, secondo la loro interpretazione, suggeriscono un contatto meritevole di calcio di rigore.

Il momento chiave: la conferma

È qui che si consuma il punto più discusso. Dopo aver rivisto l’azione, Fabbri decide di non modificare la propria decisione iniziale, confermando sia la simulazione sia l’ammonizione. Una scelta che, pur nel rispetto del protocollo — che assegna all’arbitro l’ultima parola — evidenzia una distanza evidente tra la percezione del campo e quella della tecnologia.

Il dialogo tra Fabbri e la sala VAR

I colleghi Paterna ed Aureliano al monitor, che intervengono con decisione:

"È rigore questo. Gli dà un calcio sul piede".

Da quel momento si apre un confronto tecnico serrato. Il VAR insiste sulla natura del contatto — un colpo tra tibia e piede — e invita l’arbitro alla revisione al monitor (On Field Review).

Il confronto al monitor: dinamica contro interpretazione

Davanti alle immagini, Fabbri non si limita a guardare: analizza, discute, contesta. Il punto centrale diventa l’intensità del contatto:

“Il punto di contatto ce l’ho, ma voglio vedere la dinamica… se mi fai vedere un fermo immagine…”

È qui che emerge la distanza tra le due letture:

  • per il VAR è un calcio punibile
  • per Fabbri è un contatto privo di forza e dinamicità

Nonostante i replay da diverse angolazioni, la convinzione dell’arbitro non cambia:

"Non c’è forza, non c’è dinamicità, per me non c’è calcio di rigore".

Il finale: decisione confermata

Anche di fronte all’ultima insistenza della Sala VAR — "È un calcio, fallo scegliere" — Fabbri resta fermo sulla propria posizione. Il verdetto non cambia: niente rigore e ammonizione per simulazione confermata.

Un passaggio finale fotografa perfettamente la tensione del momento:

VAR: "Ha ammonito per simulazione, eh"
Fabbri: "Non può essere"

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