Turco contro Floridi: "Tanta retorica e supponenza. Pessimo il passaggio su Igor Protti e nessun accenno alle responsabilità del..."




La giornalista e tifosa laziale Francesca Turco, è intervenuta duramente sul suo profilo X, contro il responsabile della comunicazione della Lazio, Emanuele Floridi, contestando il contenuto della lettera inviata al qutodiano "Il Tempo" al direttore Daniele Capezzone

Turco accusa Floridi di aver assunto un atteggiamento retorico e supponente, sostenendo che il suo compito dovrebbe essere quello di curare la comunicazione del club e non di impartire lezioni ai tifosi sulla 'lazialità'. Nel mirino della giornalista finisce anche la ricostruzione proposta dal responsabile della comunicazione, giudicata sbilanciata sulle ragioni della società e carente rispetto alle responsabilità della dirigenza che guida il club da oltre vent'anni. 

Particolarmente critico il passaggio dedicato ad Igor Protti, il cui ricordo, secondo lei, non dovrebbe essere utilizzato per rafforzare una difesa dell'operato societario, ma rappresentare esclusivamente un momento di rispetto e commemorazione. La giornalista si sofferma inoltre sul rapporto tra la Lazio e il presidente Claudio Lotito, replicando all'affermazione di Floridi secondo cui si parlerebbe troppo del numero uno biancoceleste e troppo poco della squadra.

Nel finale arriva l'affondo conclusivo: invece di spiegare ai tifosi come dovrebbero vivere la loro passione, Floridi dovrebbe concentrarsi sul suo ruolo e aiutare il presidente a calibrare meglio parole, toni e comportamenti, un compito che, secondo la giornalista, rientra pienamente nelle responsabilità dell'area comunicazione della società.

Francesca Turco, le sue parole 

"Emanuele Floridi è stato chiamato poco più di un anno fa per fare il responsabile della comunicazione della Lazio, non il pedagogista della lazialità. Da quello che ha scritto oggi si capisce bene perché quel compito sia stato assolto così male fin dall'inizio. Tanta retorica, supponenza e una conoscenza pressoché nulla delle persone a cui si rivolge. Fa una certa impressione vedere come nella sua ripetitiva e surreale ricostruzione ci sia molto di ciò che i tifosi dovrebbero capire della società e pochissimo di ciò che la società dovrebbe capire dei tifosi. Manca qualsiasi riferimento, anche solo accennato, alle responsabilità di chi governa il club da oltre vent'anni e alle ragioni che hanno portato alla situazione attuale. Pessimo poi il passaggio su Igor Protti. Partecipare alla sua commemorazione dovrebbe essere un gesto di silenzioso rispetto, non una concessione da rivendicare o un gesto da inserire nel bilancio delle buone azioni della società. Buttarlo lì, tanto per dare forza a un'arringa difensiva risulta quasi meschino. Un'ultima considerazione: “A volte sembra che non si riesca più a parlare della Lazio senza parlare soltanto di Claudio Lotito”, scrive Floridi. È così, caro Emanuele. Ma a sovrapporre la propria figura alla Lazio fino a renderle inscindibili è stato soprattutto Lotito. Forse, più che spiegare ai tifosi come dovrebbero vivere la loro passione, sarebbe il caso di provare a gestire queste derive consigliando al presidente di pesare meglio parole, toni e comportamenti. Anche questo, in fondo, rientrerebbe nel tuo lavoro".


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