Zazzaroni prende posizione: "Un club muore quando chi lo guida preferisce restarne proprietario e non garante. Una lenta erosione giustificata con..."

Il direttore del quotidiano romano "Il Corriere dello Sport", Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale odierno ha voluto prendere posizione sulla crisi della Lazio, che in questo calciomercato di gennaio, si sta espandendo con le cessioni di Castellanos, Guendouzi, Mandas e molto probabilmente Romagnoli. La squadra fino ad ora è ancora più indebolita rispetto all'inizio della stagione, dove già c'era stato anche il mercato bloccato, che non ha consentito di fare acquisti.

Ivan Zazzaroni, il suo editoriale

 "Non un crollo improvviso, ma un progressivo svuotamento: dei migliori giocatori, delle ambizioni. Dei sogni. Una lenta erosione giustificata con termini quali sostenibilità, prudenza e equilibrio finanziario che smettono tuttavia di essere virtù quando diventano rinuncia sistematica. La Lazio non è un bilancio da tenere in equilibrio diminuendone progressivamente le ambizioni. È una comunità sportiva e identitaria che vive di competitività, riconoscibilità, prestigio, slancio. Ridurla significa snaturarla, anche se i conti tornano".

"Un grande club non muore quando perde una partita o un campione. Muore quando chi lo guida preferisce restarne proprietario e non garante. Quando la permanenza al comando diventa più importante del valore di ciò che si comanda. Nel Nerone di Petrolini Roma bruciava mentre l’imperatore suonava la lira. Qui non ci sono fiamme, ma qualcosa di più grave: una grande storia che viene consapevolmente ridotta, stagione dopo stagione".

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