Teodori: "Per qualcuno la Lazio di Cragnotti è rimasta un incubo, ora dimessa e povera è una garanzia. Questo casino sta bussando alle..."

Nel corso del programma web "Punto e Virgola" condotto da Francesca Turco e Mirko Borghesi, il giornalista e tifoso laziale Gianluca Teodori è intervenuto sulla situazione della Lazio, offrendo una lettura critica sia dell’attuale momento del club sia del racconto mediatico che lo circonda.

Teodori ha sottolineato, in particolare, quella che a suo giudizio sarebbe una disparità nella copertura giornalistica tra la Lazio e la Roma, parlando di una narrazione spesso influenzata – secondo la sua interpretazione – anche da dinamiche di appartenenza calcistica. Ha inoltre sostenuto che una parte del sistema dell’informazione sportiva nazionale tenderebbe a marginalizzare le notizie riguardanti il club biancoceleste.

Sul piano societario, il giornalista ha descritto la Lazio come una società alle prese con difficoltà economico-finanziarie, citando i vincoli legati all’indice di liquidità e alle strategie di mercato. Ha poi richiamato il passato del club, in particolare il periodo della presidenza Cragnotti, collegandolo a un’epoca di grande competitività della squadra, e osservando come oggi il club biancoceleste venga percepita in modo diverso nel panorama calcistico italiano, nonostante i trofei conquistati, incluso lo storico 26 maggio.

Gianluca Teodori, le sue parole

"Io ho ringraziato Daniele Capezzone per avermi ospitato su "Il Tempo" e gli ho detto una cosa che in fin dei conti pensiamo tutti: cioè è riuscito più lui in venti giorni che una certa comunicazione romana/nazionale, che poi guardacaso pende sempre per gli stessi colori (Roma, n.d.r.) e poi non dimentichiamo mai questo fattore tifo che purtroppo incide molto sul nostra professione. Noi lo sappiamo  perfettamente: una Lazio dimessa, povera, sicuramente nell'angolo, che deve spaccare la lira con l'indice di liquidità è senza dubbio una garanzia. Abbiamo vissuto gli anni attorno al 2000, abbiamo capito quale riscossa si è mossa per far vincere lo scudetto alla Roma l'anno dopo, questo lo possiamo dire tranquillamente. E per qualcuno probabilmente la Lazio di Cragnotti è rimasta un incubo e forse questa nuova dimensione era miglior garanzia. una garanzia di non crescita, di non disturbo, nonostante il 26 maggio e più trofei vinti rispetto alla Roma degli americani, questo non possiamo disconescerlo nemmeno e il fatto che qualcuno si sia svegliato, non è mai troppo tardi". 

Con venti anni di ritardo, adesso si dice che la gestione della Lazio è indegna, che va a pagina 21 del 'Corriere dello Sport' e non esiste sul sito del quotidiano, se si scrolla il sito, la Lazio non la trovi. Poi non si può dar torto alle ragioni della vendita e del mercato, Il problema fondamentale è proprio questo qui, cioè che comunque è meglio un risveglio tardivo che un non risveglio. Questo fa sicuramente bene, perchè questo gran casino, che secondo alcuni rimane in una stanzetta in un circoletto, mi pare stia bussando alle porte giuste, se si a vedere qualche movimento dietro le quinte della politica di un certo partito, poi vedremo cone va a finire. Noi combattiamo sempre con i paradossi, cerchiamo di dare delle spiegazioni scientifiche a dei fatti inspiegabili: quello della Reggina è un fatto inspiegabile, non si riesce a fare un aumento di capitale, non si riesca ad azzerare una somma che ti permette di fare un mercato normale e tu vai a trattare per la Reggina".

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